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SPETTACOLI > 2016

Teaser ufficiale
dell'Opera
Riprese dall'assieme in costume

Lucrezia Borgia: Elena Mosuc
Gennaro: Celso Albelo
Maffio Orsini: Teresa Iervolino
Alfonso D'Este: Marco Mimica
Gazella: José Manuel Diaz
Petrucci: Zoltan Nagy
Vitellozzo: Manuel de Diego
Rustighello: Mikeldi Atxalandabaso
Gubetta: Fernando Latorre
Astolfo: German Olvera
Liverotto: Jesùs Alvarez

Regia: Francesco Bellotto
Scene: Angelo Sala
Costumi: Cristina Aceti
Light Designer: Fabio Rossi
Movimenti coreografici: Martin Ruis

Direttore: José Miguel Pérez-Sierra
Euskadiko Orkestra Sinfonikoa
Coro de Ópera de Bilbao


Il 22 ottobre 2016 all'Auditorium Euskalduna di Bilbao è andata in scena Lucrezia Borgia come spettacolo di apertura della Stagione di ABAO. Lo spettacolo si è basato sull'allestimento di Bergamo, Torino e Sassari del 2007, ma è di fatto un nuovo progetto di regìa in cui sono state riveduti i colori, le relazioni, la focalizzazione drammaturgica, i ritmi narrativi.

Dalla recensione di Michele Curnis pubblicata su GBOpera:
«Può risultare molto difficile stringere la coerenza drammatica in un’opera quasi interamente centrata sulla terribilità di un nome che evoca misfatti e trame assassine, quando poi sulla scena la protagonista appare più nelle vesti di una vittima infelice che di una morbosa intrigante, più madre sfortunata che non diabolica avvelenatrice. Ma la regia di Francesco Bellotto è un magnifico esempio di come il rispetto e l’accentuazione di quel che il libretto prescrive, unitamente all’attenzione per il procedere musicale, non solo sortiscano le soluzioni migliori, ma addirittura trasformino le possibili criticità drammaturgiche in punti di forza. Del resto Bellotto non è soltanto un regista: prima di tutto è uno studioso di Donizetti e della sua produzione, come sa bene chiunque frequenti il festival bergamasco, che ha diretto per anni, trasformandolo in una delle stagioni italiane più interessanti e meglio collegate alla ricerca.
Nell’allestimento, ripreso da capo per l’occasione, ogni componente è funzionale e coerente: dalla scenografia praticabile di Angelo Sala alle luci radenti e fredde di Fabio Rossi; i costumi di Cristina Aceti sono curati nel dettaglio senza essere inutilmente sfarzosi, e soprattutto evitano di cadere nella dicotomia troppo marcata tra abito ordinario da una parte e costume carnevalesco dall’altra; al contrario, si dovrebbe parlare della cifra del travestimento, che connota per esempio tutta la scena finale con gli scherani di Lucrezia in veste cardinalizia. Il rosso, dunque, è il colore dominante e sanguigno che suggella la conclusione; ma prima si susseguono tinte più ambigue, come il giallo e soprattutto il viola di alcuni mantelli, in linea con le luci sul fondale, a sfumare diverse temperature drammatiche per i diversi episodi della vicenda.»
Recensione completa in:
http://www.gbopera.it/2016/11/lucrezia-borgia-a-bilbao/

Dalla recensione di Andrea Merli pubblicata su I Teatri dell'Est e non solo:
«La regia di Francesco Bellotto è stata ripensata per l’occasione. La presenza in scena della giovane Lucrezia che si separa dal piccolo Gennaro – nella realtà storica quell’Infans romanus Giovanni Borgia, avuto dall’amante Perotto, ucciso dal fratello di lei Cesare e ripescato morto dal Tevere – per motivi politici. Sul potere papale Bellotto giustamente insiste: Lucrezia ne fu la principale vittima e nel finale compare una folla di prelati vaticani che sopraggiungono guidati dal “padre-padrone“, il papa Alessandro IV al secolo Rodrigo Borgia, davanti cui si prosta il Duca Alfonso. Una scena perfettamente leggibile anche per chi è digiuno di storia. Un falso, si dirà. Certo, come del resto è assolutamente falsa tutta la trama, ma non perciò meno avvincente in un’opera che, precedendo Lucia di Lammermoor di tre anni, appare per molti versi quella proiettata in avanti e più “moderna“, si direbbe oggi, tra le tante di Donizetti.»
Recensione completa in:
http://impiccioneviaggiatore.iteatridellest.com/2016/10/25/bilbao-lucrezia-borgia-ottobre-2016/

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